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Formazione sulla sicurezza con storytelling e teatro d’impresa

si può fare!!!!

Produrre un cambiamento. E’ il dilemma di ogni formatore no? Quando si lavora su comportamenti organizzativi, si può davvero produrre apprendimento e quindi cambiamento?. Già la parola “produrre” crea qualche reazione allergica, ma col tempo ci si rassegna all’eritema da contatto prolungato con certi modi di dire. Si arriva a pensare che va ancora bene se sono detti almeno in italiano.

Però….quello a cui non ho potuto rassegnarmi è la mancanza di risultati, l’accontentarmi di “avere contribuito ad aumentare nei discenti la consapevolezza di se stessi”. Sono stata fortemente tentata, sai quanta fatica in meno, ma poi, per quell’insieme di fatti fortuiti, incontri e scoperte negli incontri, qualcosa è scattato.Dapprima una convinzione: la conoscenza è esperienza ed è racconto e negoziazione di significati ed è rappresentazione. Non farina del mio sacco, certo, questa frase ha autorevolissima plurima paternità ma, mia o non mia, ha la squisita caratteristica di essere profondamente vera. Di mio c’è la applicazione di questi anni con i laboratori di conoscenza e le comunità di pratiche, e con le tecniche di rappresentazione simulata del comportamento organizzativo, dal gioco didattico all’uso massiccio della telecamera su comportamenti reali o riprodotti al’uso delle tecniche teatrali.

In aula con RSPP qualche giorno fa, abbiamo lavorato un’intera giornata intensamente, gomito a gomito. La parola d’ordine era “fare della esperienza delle persone il vostro migliore alleato”. Ovvero: come rendere la formazione sulla sicurezza non solo comprensibile ma usabile e solidale con l’esperienza delle persone? Gli incidenti maggiori sul lavoro, ormai è dato consolidato, si hanno tra i poco esperti o tra i troppo esperti. Già.

La mattina discutendo e scrivendo e provando e rifacendo, abbiamo ricostruito racconti di casi. Incidenti o mancati incidenti o situazioni generanti malattie professionali. Abbiamo pescato nella esperienza diretta delle persone aggiungendo ai fatti dettagli e circostanze ed elementi umani e organizzativi fino a che i racconti hanno preso vita e la hanno conservata anche nella loro forma scritta. Il pomeriggio con le tecniche del teatro forum abiamo messo in scena altre situazioni, provato e cambiato e rappresentato nuovamente fino a che le persone non hanno iniziato a dire che sì, in quel modo si poteva fare e si sarebbero potuti evitare incidenti ed infortuni. Alla fine della giornata eravamo tutti contenti e convinti. Da parte mia sono tornata a casa con una frase in testa che da sola porta il sorriso ” Si può fare!!!”

 

Perché questo blog

La decisione di scrivere un blog è, per certi versi, assai discutibile, soprattutto se è un blog che rimane chiuso dentro un sito. A mio parere però è un modo per presentarsi più direttamenete a chi vuole vedere la persona che sta dietro un’offerta di formazione o di consulenza. Un modo per metterci la faccia, la mia. Inizio ad anno nuovo, oggi è il 3 gennaio 2014. Cercherò di raccontare e fare capire non solo cosa faccio, ma anche perchè lo faccio.

Quest’anno sono 25 anni di lavoro, sempre lo stesso lavoro, sempre in viaggio, sempre  in ricerca e studio. Da 25 anni spiego a mia madre che mestiere faccio e non sono ancora riuscita a farle capire. Però ha capito bene che questo è un mestiere che amo profondamente, che mi entusiasma, che non mi ha mai fatto trascorrere un giorno di noia. Un mestiere che maledico, a volte, perchè non ha misure e non lo contieni, ma anche un mestiere che mi ha dato emozioni e gioie e … dolori, sì, ma il bilancio è positivo, e tanto.

Amo l’aula e le persone che trovo in formazione. L’aula è sempre una scommessa, mai un dejà vu. E’ un incontro e uno scontro a volte, ma se funziona, è uno scambio di significati ed è meraviglioso. E’ un pallino per me il significato, il senso.  E’ l’ombelico del mondo. Sono convinta che tutto ruoti lì attorno, che tutto stia nel condividere significati

Amo risolvere problemi. Un consulente fa questo. Si caccia volontariamente nei problemi e una volta risolti se ne può andare. Detta così è una roba da matti. “Che lavoro fai? Bhe risolvo i problemi degli altri e quando le cose vanno di nuovo bene me ne vado…”

Il 2014 promette bene… pieno di problemi e nonsense da risolvere…su le maniche, si parte di nuovo!